YouTube

YouTube e aziende: dov’è il valore per il cliente?

Oggi vorrei condividere con voi alcune mie considerazioni riguardo il rapporto tra le aziende e gli utenti YouTube, focalizzando l’attenzione sulla creazione del valore per il cliente nel processo di marketing.

La definizione di marketing

Come disse Kotler, il marketing non è altro che la gestione di un rapporto profittevole con il cliente. Per capire meglio questa frase, dobbiamo conoscere la definizione ufficiale di marketing:

“Processo mediante il quale le imprese creano valore per i clienti e instaurano con loro solide relazioni al fine di ottenere in cambio un ulteriore valore”

(Dal libro Principi di Marketing, di Kotler e Armstrong).

Grazie a questa definizione possiamo avere conferma che la parola “profittevole” di riferisce ad entrambe le parti del rapporto.

Se l’azienda vuole ottenere valore, deve riuscire in primis a crearlo per il cliente.

Un cliente soddisfatto è un cliente che ritorna e se ritorna vuol dire che ha percepito i benefici che quel determinato prodotto o servizio poteva dargli.

La creazione del valore è quindi importante per raggiungere e fidelizzare più clienti possibili. E non ci vuole uno studio approfondito di marketing per capire che un cliente fidelizzato è molto più importante di un cliente che rimane occasionale! Teniamo bene a mente questo concetto.

Ok, finita la lezione di marketing, ora è tempo di passare al rapporto tra le aziende e i canali YouTube.

YouTube-logo

YouTube come canale di promozione

Non è una novità che le aziende mandino prodotti gratuitamente ai canali con più seguito o che li paghino perché parlino di loro, dei loro prodotti o servizi. Non la ritengo una tecnica sbagliata, e anzi, anche a me è capitato di consigliare questo mezzo per pubblicizzare i prodotti di un’azienda per cui ho lavorato in passato. Fin qui tutto ok.

Negli anni infatti, YouTube è diventato un canale molto conveniente per far conoscere nuovi brand: costa molto meno inviare qualche prodotto ad una youtuber rispetto ad una pubblicità in TV o sul Web. Così facendo, si ottiene una visibilità abbastanza alta ad un prezzo davvero ridicolo. In più, è possibile raggiungere il target che più interessa. Insomma, sono tantissimi i vantaggi di questo genere di promozione.

La relazione tra gli youtuber e i propri iscritti

Quando una persona riesce a raggiungere un numero di iscritti/visualizzazioni così alto è perché i contenuti che pubblica vengono graditi. Ma ad un certo punto, non sono più i contenuti veri e propri ad interessare: l’attenzione si sposta sulla persona.

Il pubblico si affeziona al protagonista dei video, a colui/colei che ci parla e ci racconta di sé, di ciò che ama. Questa persona diventa un amico.

L’amicizia si basa anche sulla fiducia che riponiamo nell’altro, ed è ciò che succede anche su YouTube. Seguiamo una persona e guardiamo tutti i suoi video anche perché ci fidiamo di ciò che dice.

Ed è qui che avviene l’assurdo: più fiducia ottiene uno youtuber, più iscritti riesce a conservare. Ma più iscritti significa anche più aziende che lo contatteranno per avviare delle collaborazioni.

Più prodotti ricevi e più “video collaborazioni” dovrai fare.

Da amico, lo youtuber è diventato un semplice sponsor di prodotti, servizi, applicazioni, ecc. La lista è davvero infinita.

La più grande risata te la fai quando tutti gli youtubers hanno la stessa applicazione preferita del mese o hanno letto tutti lo stesso libro. Noia a palate!

La fiducia negli utenti di YouTube nel tempo è andata a calare. Io stessa mi sono resa conto che molti dei canali che continuavo a seguire erano diventati delle semplici vetrine per mostrare prodotti inviati. Video davvero fini a se stessi.

Cosa serve che mi mostri un prodotto? Lo posso anche vedere in negozio. Io voglio sapere cosa ne pensi, se me lo consigli, se ti è piaciuto. Le recensioni sono diventate sempre meno, anche perché è obbiettivamente difficile avere il tempo di provare bene tutti i prodotti che arrivano e dedicare a ciascuno di essi un video a parte.

Questo circolo, a mio avviso, sta rovinando una piattaforma che doveva servire semplicemente ad intrattenere e scambiare idee.

Ultimamente ho preso la decisione di non seguire più i canali che pubblicano solo video “sponsorizzati”, privi di qualsiasi altro tipo di contenuto.

Ormai stavo passando il mio tempo libero a guardare pubblicità travestite da video di YouTube. Certo, per uno che si disiscrive, altri 100 si iscrivono al canale. Ma poco mi importa di quello che fanno gli altri: a me non interessa guardare video cataloghi!

Hai inviato i prodotti, e adesso?

Quello che penso io è che bisognerebbe prestare più attenzione alle persone a cui si inviano i prodotti o si chiedono collaborazioni.

Per cominciare, le aziende potrebbe selezionare solo testimonial scelti con criterio e non affidarsi a chiunque, perché, sempre più di frequente, vedo la promozione diventare spam e lo spam non piace a nessuno!

Molte azioni di marketing online, spesso, invece di sortire un effetto positivo sui potenziali acquirenti, generano scontenti e seccature. In questo caso non ne risente solo la reputazione dello youtuber, ma anche quella dell’azienda stessa.

(Vedi applicazioni per il controllo del ciclo mestruale, di cui non farò il nome, perché penso di essere l’unica persona su YouTube a non essere stata pagata per parlarne!)

Come ogni mezzo di comunicazione e promozione, le aziende dovrebbero pianificare meglio le proprie attività di marketing al fine di generare un effettivo valore per il cliente.

Ha davvero senso che i miei prodotti vengano mostrati insieme ad altri prodotti concorrenti in uno stesso video? Ha davvero senso che vengano mostrati e basta, senza alcun commento se non un “Oh wow, che bel colore! Non vedo l’ora di usarlo”, e poi finisce in un cassetto abbandonato e non se ne saprà mai niente?

Vorrei sapere se, oltre alla figura che si occupa di selezionare gli youtubers da contattare, esiste anche qualcuno che monitora che fine fanno i prodotti una volta giunti a destinazione. Perché a quanto pare non interessa a nessuno che il proprio prodotto sia “uno dei tanti”.

Viviamo in un mondo dove ormai la quantità ha più valore della qualità. Un mondo dove alle aziende non interessa sfornare prodotti buoni, ma semplicemente prodotti sempre nuovi, per portare le persone ad acquistare continuamente.

La fidelizzazione del cliente è andata a farsi benedire, sostituita dal focus per il cliente occasionale. E allora a cosa serve fare marketing? Stiamo davvero creando valore per il cliente?

 

Ci sarebbero ancora molte cose di cui parlare. Per ora mi fermo e aspetto di sentire la vostra su questo argomento. Grazie per essere arrivati fin qui.